giovedì 29 settembre 2011

Scripting e Costruzione


Con questa esperienza si vuole inaugurare un nuovo spazio del blog che ospiterà amici legati al mondo dell'architettura, del design, del disegno per la costruzione di idee.

Questo primo esempio raccontato da immagini e video di Fabio Mantuano vuole evidenziare il potenziale  dello scripting nella costruzione dei modelli fisici. 
Il modello proposto nel video è stato realizzato durante il workshop “Mass Re-Clad - Mass Customization for Innovative Re-Cladding Components”  organizzato dalla prof.sa Ingrid Paoletti, del Politecnico di Milano.


L'immagine è a sintesi del ragionamento fatto per il quale, la complessità viene ridotta a schemi semplici relazionati l'un l'altro all'interno della gabbia lessicale dello scripting: VB nel caso preso ad esempio.


La logica seguita per sintetizzare il solido della torre in sezioni è stata strutturata nel codice attraverso questi passi sequenziali:

_Creare i piani di taglio perpendicolari al piano orizzontale
_Estrarre le curve di sezione generate      dall'intersezione tra solido e piani
_Estrusione delle curve di sezione per la costruzione dello spessore delle sagome
_Gestione delle relazioni boolene dei piani per l'individuazione degli incastri
_Ribaltamento sul piano C degli elementi costruiti


L'obbiettivo era la rapida produzione di elementi da utilizzare per il plastico di studio, ed in questo caso l'utilizzo dello scripting ha accelerato i tempi di produzione portandoli a livelli che sono più confacenti a quelli di un workshop.





mc

sabato 24 settembre 2011

Dall'idea alla costruzione. Un video sullo sviluppo di una superficie complessa


Il video che si presenta in questo post è una continuazione dell'argomento trattato nel precedente, ma con la volontà di ottenere un differente risultato. Si parla di superfici complesse e loro possibilità di costruzione attraverso due metodi: nel primo caso la completa chiusura della copertura si risolve ricercando degli elementi a chiusura dei vuoti all'interno della maglia di travi; nel secondo, oggetto del video, un sistema di tassellazione, provvede alla copertura completa.
L'idea è maturata grazie al confronto con il prof. A. Casale e G.M. Valenti per quanto riguarda la comprensione delle superfici complesse ed il loro valore nello spazio reale e digitale.
Per quanto riguarda lo sviluppo della definizione, ho preso spunto dallo scripting elaborato in VB da Fabio Mantuano. Per l'aspetto tecnico, fondamentali sono. state alcune componenti di Giulio Piacentino. 



martedì 20 settembre 2011

La costruzione delle superfici a doppia curvatura (mLab, SAPIENZA)


Lo sviluppo è un’azione non consentita per le superfici a doppia curvatura, caratterizzate dalla presenza, punto per punto, di due cerchi osculatori, massimo e minimo, giacenti nei piani principali. Opportuni piani possono sezionare le superfici libere determinando iso-parametriche comunque costruibili. Il caso che manifesta un certo interesse e fascino è quello del paraboloide iperbolico. Questi pur essendo una superficie non sviluppabile, appartiene alla famiglia delle rigate, quindi rappresentabile attraverso l’unione a due a due dei lati opposti di un poligono sghembo. L’unione avviene per mezzo di curve di primo grado che collegano punti opposti di ugual parametro sulle curve di bordo. In questo modo forme complesse possono essere costruite attraverso il coordinamento parametrico, controllando, inoltre, il taglio delle aste che compongono la superficie.
La costruzione in questo caso avviene concretizzando la struttura rigata e lavorando sulle intersezioni, le quali, per funzionare devono essere sempre verticali. Semplici macchinari potranno essere utilizzati per la produzione delle giuste aste il cui prototipo può essere fabbricato  anche da un semplice plotter di taglio, con il quale è possibile realizzare anche forme più complesse.
Il tutto assistito da Grasshopper e altri software per il nesting.




martedì 13 settembre 2011

Idee per architetture dinamiche: Origami o superficie articolata? (Casale, Valenti, Calvano)



Quello che vedete è ispirato dal classico origami che tutti noi con maggiore o minore successo abbiamo provato a costruire con la carta almeno una volta nella vita.
Le riflessioni che si vogliono fare sono orientate verso il design e l'architettura, in cui sempre più spesso si vedono pelli dinamiche che rispondono ad azioni contestuali.
In ambiente digitale è possibile sperimentare le qualità sia estetiche che strutturali di queste superfici che noi chiamiamo SUPERFICI ARTICOLATE.
Sulla rete troviamo diverse applicazioni che ne studiano il movimento, tutte queste si rifanno a complesse matrici di rototraslazione. Con Rhinoceros e Grasshopper è stato possibile realizzare il semplice modello dinamico presentato attraverso valutazioni di geometria descrittiva applicate cerniera per cerniera. Il passo successivo sarà quello di identificare dei lineamenti compositivi che ne permettano un concreto utilizzo nel design e nell'architettura. In quest'ultima, una struttura di questo tipo determina indubbi vantaggi di carattere economico, dovute alla modularità degli elementi e il suo sviluppo piano; ma anche estetici grazie alla possibilità di mutazione, introducendo una vera quarta dimensione che non è determinata dall'azione dell'osservatore, ma dall'azione dell'osservato.

domenica 11 settembre 2011

Prove di Reverse Engineering.....


Quello che vediamo spaccato a metà è l'acquisizione allo scanner laser 3D di un esemplare dell' S62 (quindi un modello mesh), vecchio telefono dato alle famigie dalla SIP. La volontà è quella di ricostruire attraverso una rappresentazione NURBS la parte anteriore dell'involucro, rappresentato in figura per mezzo della mesh di acquisizione.
Primo passo è  individuare le pezze che suddivideranno l'oggetto per ospitare superfici quadrilatere. La superficie non presenta spigoli, quindi luoghi i discontinuità, motivo per cui i bordi delle pezze dovranno ricalcare parti in cui vi è una forte variazione della superfici (smussi), questo permetterà di creare una rete primaria di curve  (griglia nera in figura) che disegnerà l'oggetto nelle pezze principali, da dividere ulteriormente in maniera tale da definire sempre quattro lati per tutte le superfici.

Prendiamo in considerazione una delle pezze, quella anteriore, come già dichiarato. Una volta date le informazioni ai bordi, è necessario informare la parte interna del dominio. Attraverso  Grasshopper, riesco a creare un piccolo algoritmo che mi disegna sulla mesh la rete di curve utili a dare le informazioni interne alla superficie da ricostruire matematicamente (il comando è superficie da rete di curve).

Il risultato non è dei migliori, ma sono in grado di migliorarlo avendo identificato le variabili utili alla risoluzione del problema.


sabato 10 settembre 2011


Struttura del corso
Questo corso si rivolge a persone che già utilizzano Rhino. Il corso approfondisce le tecniche avanzate di modellazione e prepara il partecipante alla comprensione e la gestione di algoritmi generativi progettati con lo strumento Grasshopper. 
In classe, le informazioni saranno fornite in maniera accelerata ma organica e contestuale agli argomenti elencati. Per massimizzare i risultati, le lezioni saranno accompagnate da esercitazioni svolte in aula ed un progetto individuale finale. Per ottenere risultati ottimali, ogni giorno saranno effettuate piccole esercitazioni pratiche da svolgere con un tutor ART McNeel, il quale assisterà gli studenti nell’ultima fase del corso, durante l’ideazione del progetto finale, che si avvarrà degli strumenti di modellazione avanzata di Rhino e nozioni base di Grasshopper.  Dettagli corso....

venerdì 9 settembre 2011

La facciata dinamica. (lezione di Casale, Valenti, Calvano per il dottorato di ricerca, SAPIENZA, Roma)

Nel video si vuole mostrare il principio funzionale della facciata: questa reagisce al vettore rappresentante il fascio solare chiudendosi nelle zone di esposizione diretta.
Ogni modulo, è caratterizzato da un vettore perpendicolare ad esso che, con il vettore solare, forma un angolo il quale viene via via valutato in maniera variabile rispetto all'arco solare.
Il sole è quindi una variabile, ma l'altra variabile è la posizione del modulo sulla facciata, che essendo curva, muta l'incidenza solare. Tutti fattori che consentono al prospetto di essere mutevole: principio fondante di un'architettura viva.

video

mercoledì 7 settembre 2011

Facciata parametrica....


L'edificio vuole essere semplicemente una riflessione sulla possibilità di rendere modificabili le facciate continue in funzione dell'andamento solare. Esercizio assai stimolante da trattare con Grasshopper, in quanto richiede un dialogo serrato tra modellazione mesh e NURBS, passando per la conoscenza degli elementi matematici e numerici che le descrivono.

martedì 6 settembre 2011

mChair Gh_definition


Il problema si riduce alla costruzione di una buona superficie in Rhinoceros, tenendo sotto controllo la curvatura del profilo ergonomico, che caratterizza la seduta. Quindi con Grasshopper viene valutato il dato della curvatura in appositi punti della superficie, punti non casuali, ma centri di cerchi il cui raggio deriverà dalla modulazione del dato di curvatura in funzione del concept. I cerchi tagliano la superficie articolando la pelle. Il resto è creatività!

domenica 4 settembre 2011

mChair myDesign


La profonda conoscienza delle suerfici libere attraverso quelli che sono i suoi strumenti di analisi,   amplifica l’ambito creativo del progettista. 
La possibilità di raccogliere i dati di curvatura e continuità, di curve e superfici mette a disposizione nuovi imput utili ad istruire il processo generativo della forma. Il progetto di design e architettura può essere ulteriormente articolato e reso descrittivo da una lavorazione di superficie, involucro della forma, che rende il manufatto più permeabile al contesto. Importante durante questo processo di modellazione, la gestione delle liste di dati, che assume una struttura ad albero che si articola in funzione del numero di operazioni con le quali la definizione generativa viene istruita.

Esperienza digitale di una superficie piegata by mLab (Casale, Valenti, Calvano)

Sperimentazione effettuata con Rhinoceros e Grasshopper.

Corso di Rhinoceros + Grasshopper

Struttura del corso
Questo corso si rivolge a persone che già utilizzano Rhino. Il corso approfondisce le tecniche avanzate di modellazione e prepara il partecipante alla comprensione e la gestione di algoritmi generativi progettati con lo strumento Grasshopper. 
In classe, le informazioni saranno fornite in maniera accelerata ma organica e contestuale agli argomenti elencati. Per massimizzare i risultati, le lezioni saranno accompagnate da esercitazioni svolte in aula ed un progetto individuale finale.  Per ottenere risultati ottimali, ogni giorno saranno effettuate piccole esercitazioni pratiche da svolgere con un tutor ART McNeel, il quale assisterà gli studenti nell’ultima fase del corso, durante l’ideazione del progetto finale, che si avvarrà degli strumenti di modellazione avanzata di Rhino e nozioni base di Grasshopper. Dettagli sul corso....