venerdì 20 aprile 2012

Esito del corso 3dsMax



Essendo un corso di base abbiamo scelto un architettura semplice ma non regolare [Rosenthal Center for Contemporary Art di Zaha Hadid]  in cui possiamo indagare il potenziale della modellazione poligonale usando la polymesh  con i diversi sottocomandi che offre 3dsMax. Per questo tipo di architettura la modellazione poligonale è la più adatta in quanto si ottiene un modello leggero (con pochi poligoni) , veloce da modellare e testurizzare.


Abbiamo visto come attraverso questo strumento sia semplice la costruzione di modelli per  architettura, usando proiezioni ortogonali  (piante, prospetti, sezioni ), per poi passare a trasformazioni nello spazio, operando per mezzo di modifiche sul modello in qualsiasi momento e con tempi bravi usando i sotto oggetti e i comandi della polymesh.


Il render e stato effettuato con mental ray, il motore di render integrato con 3dsMax che offre vari materiali predefiniti e abbiamo anche personalizzato le texture per il progetto partendo da immagini del progetto.

Un esercizio ricco e denso per un corso da 16 ore e bella esperienza per entrare nel mondo della modellazione e il render con Max.





sabato 31 marzo 2012

Esito del corso Rhinoceros & 3DsMax



Diversi potevano essere i soggetti per un corso che introducesse comandi più avanzati di Rhinoceros, noi abbiamo scelto Ronchamp. In questo modo si è cercato da subito di andare oltre l'aspetto conoscitivo dell'architettura (tutte le persone appassionate di arte e architettura conoscono gli aspetti tipologici e distributivi di questa grande opera di LC), passando immediatamente alla risoluzione delle caratteristiche delle superfici complesse che compongono l'architettura presa in esame. Un ricerca fugace ha consentito di ricostruire in maniera proporzionalmente corretta, tre profili e la pianta della cappella. Su questi materiali si è ragionato sulla razionalizzazione delle curve libere e sul corretto uso dei punti di controllo e dei punti di interpolazione. 

Attraverso la pianta ed i profili, si sono ricostruite le curve di bordo ed alcune isoparametriche che orientano l'andamento della copertura e delle superfici della parete spessa, bucata da fori strombati. Le altre pareti, le cappelle ed il campanile costituiscono estrusioni lineari da risolvere nelle parti superiori. Le operazioni più interessanti, hanno riguardato la costruzione della parete spessa: le superfici che la compongono, pur partendo piegate, scivolando su due binari giundo sul bordo opposto verticalmente. 

Quello che si ottiene sono superfici rigate che scivolano e si torcono a creare le shell della polisuperficie voluta. Per la copertura il problema è stato individuare le giuste curve di bordo e l'andamento interno di questa entità. La sfida da vincere era inoltre quella di produrre immagini in grado di trasmettere la potenza e la sinuosità che in tutte le foto dell'opera si percepiscono. Il gruppo di lavoro si è quindi cimentato nella costruzione dei giusti materiali (principalmente la rappresentazione del cemento e dell'intonaco che dominano quest'architettura) e la progettazione delle luci, in grado di esaltare il modello con le ombre.

Si ringraziano tutti i partecipanti che con grande curiosità hanno indagato gli strumenti proposti trasformando le ore di corso in un dibattito in cui l'apprendimento è stato biunivoco. 






giovedì 22 marzo 2012

I Sistemi Nodali


Sintesi della lezione tenuta al Dottorato di ricerca in Scienze della Rappresentazione | Facoltà "Sapienza" ROMA 





Revisione e collaborazione: Prof. Andrea Casale e prof. Graziano Mario Valenti
Immagini non originali tratte da: www.Grasshopper3d.com 
                                                The Grasshopper Primer | Second Edition 





lunedì 20 febbraio 2012

Polisuperficie senza soluzione di Continuità


L'idea è quella di creare un percorso  che non abbia soluzione di continuità: una sorta di toro formato da due giri. La soluzione vuole essere facile e d'effetto, senza scomodare complicate equazioni matematiche. La forma d'appoggio iniziale è la spirale, che ad un primo approccio può risultare inutile in quanto curva aperta e completamente piatta.


La prima questione si risolve semplicemente attraverso l'introduzione di un cerchio al quale è imposto di essere tangente alla spira interna e quella esterna. Successivamenti si tagliano porzioni di cerchio e di spirale in modo da comporre una curva che si chiude su se stessa. Si ottiene così l'andamento in pianta della nostra forma, che ha comunque il difetto di di essere una spezzata i cui estremi sono in continuità di tangenza e non di curvatura. Si manipola la continuità degli estremi più esterni portandoli alla stessa curvatura locale in modo da poterli fondere in un'unica entità. La ricostruzione della curva attraverso la riduzione dei punti di controllo, la rende parametricamente meno complessa senza alterarne troppo l'andamento.


Adesso si deve agire sulle quote. Si suddivide la curva per un numero n di curve e li spostiamo veticalmente utilizzando vettori paralleli all'asse Z di modulo variabile ma ordinato secondo la funzione sin. Creiamo un andamento ad onda che porta in maniera ordinata alcuni punti in quota per poi tornare all'altezza di partenza. L'interpolazione di questi punti con una spline, genera la curva che determinerà l'andamento della struttura immaginata.


Adesso costruiamo dei profili rettangolari che seguono l'andamento della nuova curva e che inviluppati da una superficie loft, determinino la poli-superficie desiderata. Ciò deve avvenire stando attenti a che i profili siano sempre perpendicolari rispetto al piano orizzontale e non normali alla curva. Questo per ottenere in seguito una direzione isoparametrica delle superfici che compongono la facciata sempre verticali. Soluzione che ci consentira una suddivisione fattibile della superficie di facciata.


Si creano dei piccoli pannelli forati inizialmente Nurbs, ma poi trasformati in mesh per alleggerire la definizione. Attraverso la reiterazione di algoritmi di suddivisione si determinerà la forma della pelle finale.



venerdì 23 dicembre 2011

Rhinoceros 2D3D: Esito del corso

Nei giorni che vanno dal 19 al 22 Dicembre si è tenuto, nello studio 4PLAN, il corso di Rhinoceros finalizzato alla comprensione dello spazio digitale bidimensionale e tridimensionale.


Nella prima giornata si è parlato approfonditamente delle curve Nurbs, cercando di costruire le forme comprendendo gli strumenti matematici che si materializzano nei punti di controllo ed i punti di interpolazione. Attraverso il disegno di schemi esemplificativi si è cercato di controllare la bontà della forma bidimensionale comprendendo il concetto di continuità nelle sue diverse forme (posizione, tangenza, curvatura ...).


Nella seconda giornata si è fatto il salto nello spazio, trasponendo le caratteristiche esplorate nel 2D, anche nel 3D. Anche in questo caso, esempi ci hanno permesso di comprendere le qualità delle superfici e gli strumenti per il controllo della forma. Si è parlato di superfici non tagliate, superfici tagliate, polisuperfici e solidi. Un ulteriore step di qualità lo si è raggiunto nel momento in cui si è parlato del rapporto tra lo spazio cartesiano R3 (a tre dimensioni) e lo spazio parametrico R2 (a due dimensioni), concetto utilissimo per la pannellizzazione di superfici complesse e per capire comandi avanzati quali "flow along surface".


Il terzo giorno sono stati ripresi tutti i concetti per la rappresentazione di un'architettura complessa per la quale si è partiti dalla costruzione di un rettangolo di base che si è progressivamente deformato e tagliato, per essere poi arricchito di particolari quali i pilastri interni alla piastra ed il vetro. La maglia strutturale che circonda il cortile si è risolto attraverso la pannellizzazione sul piano della superficie ellittica che circonda il cortile ed un successivo suo inviluppo.

Il quarto giorno si è passati alla spiegazione di nozioni base di rendering attraverso la plug-in Flamingo.

Ringrazio tutti i partecipanti che hanno affrontato le trenta ore di lavoro con vivacità ed interesse. Ponendosi di fronte a questi nuovi concetti, in parte in maniera critica ed in parte stimolati da un mondo in continua evoluzione. In questo modo, le loro necessità si sono evolute in un momento di comprensione!

mc