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domenica 23 febbraio 2014

Forma tassellazione - tassellazione Movimento 3|4


In pochi minuti cerchiamo di spiegare come i software utilizzati ci hanno aiutato a creare una sorta di laboratorio virtuale nel quale comprendere il movimento delle diverse tassellazioni sperimentate, identificandone le criticità nelle geometrie e nella cinematica.

 Video tratto dalla comunicazione tenuta all'Istituto Quasar il 30 Gennaio 2014 per la presentazione del libro "ARCHITETTURA DELLE SUPERFICI PIEGATE - le geometrie che muovono gli origami". Relatori: Andrea Casale, Graziano Mario Valenti, Michele Calvano.

Forma tassellazione - tassellazione Movimento 2|4


Il prof. Andrea Casale, in questo video introduce la nostra ricerca sulle Superfici Articolate per l'architettura ed il design. Vengono qui sottolineate le tipologie di piegature che influenzano il comportamento e la resa delle forme, sia come morfologia finale che durante il movimento utile a raggiungere la forma finale.

Video tratto dalla comunicazione tenuta all'Istituto Quasar il 30 Gennaio 2014 per la presentazione del libro "ARCHITETTURA DELLE SUPERFICI PIEGATE - le geometrie che muovono gli origami". Relatori: Andrea Casale, Graziano Mario Valenti, Michele Calvano.

lunedì 10 febbraio 2014

Forma tassellazione - tassellazione Movimento 1|4


Teoria della tassellazione statica per le superfici luogo geometrico e le superfici free-form. Tratto dalla comunicazione tenuta all'Istituto Quasar il 30 Gennaio 2014 per la presentazione del libro "ARCHITETTURA DELLE SUPERFICI PIEGATE - le geometrie che muovono gli origami". Relatori: Andrea Casale, Graziano Mario Valenti, Michele Calvano.


mercoledì 8 maggio 2013

CONTINUITA' LIMITATA - rappresentazioni discrete per il disegno delle forme

IQPapers | Progetto editoriale curato dall’Istituto Quasar



Abstract
Il disegno di idee o di forme tratte dalla realtà, e la loro rappresentazione nello spazio bidimensionale del foglio di carta, impone a chi le osserva di fare delle scelte. Ancor prima di scegliere è necessario maturare delle consapevolezze: da una parte vi è lo spazio reale in cui la dimensione degli oggetti è l’infinito, dall’altra vi è lo spazio proposto dai supporti per la rappresentazione, in cui i modelli sono e devono essere emplificati in una quantità di segni chiari e distinti.
Gli oggetti e gli spazi architettonici, dal punto di vista fisico, sono una collezione di superfici composte da una quantità infinita di particelle. Tali superfici si incontrano mutando l’una nell’altra, diventando l’una l’altra senza identificare chiari luoghi di confine, senza esprimere spigoli; questi ultimi non hanno realtà fisica, sono sintesi geometriche utili a razionalizzare le forme all’interno dei “luoghi della rappresentazione”.
I vecchi e i nuovi supporti bidimensionali - quali il foglio di carta e lo schermo del computer - sono i luoghi della rappresentazione. Quando si disegna, l’incertezza e la tolleranza sono le regole assunte per acquisire gli elementi reali, anche quelli che più si avvicinano a chiare forme poliedriche. L’osservazione e l’esperienza di chi disegna aiuta ad individuare il confine più giusto, la discretizzazione è soggettiva, è legata alla forma e mira a degli obiettivi che devono essere fissati a priori. Perché stiamo disegnando? Cosa stiamo disegnando? 
I modelli organici rappresentano un caso emblematico in cui la forma reale non conosce lo spigolo: ne è un esempio il corpo umano, sul quale lo sguardo corre senza trovare soluzione di continuità. All’interno dello spazio digitale, la rappresentazione della forma organica esige una parcellizzazione, una pezzatura in cui tutte le porzioni saranno congiunte, creando una composizione a “prova di luce” che simula il reale. 
Discretizzare il continuo ed implementare il discreto sono le operazioni che permettono di dialogare con il digitale rendendolo strumento al servizio delle operazioni progettuali.